martedì, 27 maggio 2008,17:43
Erano i capei d'oro a l'aura sparsi
Francesco Petrarca

Erano i capei d'oro a l'aura sparsi
che 'n mille dolci nodi gli avolgea,
e 'l vago lume oltra misura ardea
di quei begli occhi ch'or ne son sì scarsi;

e 'l viso di pietosi color farsi,
non so se vero o falso, mi parea:
i' che l'esca amorosa al petto avea,
qual meraviglia se di subito arsi?

Non era l'andar suo cosa mortale
ma d'angelica forma, e le parole
sonavan altro che pur voce umana;

uno spirto celeste, un vivo sole
fu quel ch'i' vidi, e se non fosse or tale,
piaga per allentar d'arco non sana.
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venerdì, 23 maggio 2008,13:47


FREEEEEEDOOOM!





Per chiarimenti, vi rimando a questo link.
Una curiosità: il fatto che vi siano tre fotografie (questa, questa e questa) che la ritraggono nell'ufficio dove lavora e che risalgono al 2007 quando diceva che invece non lavorava è un caso o è segno di quanto fosse bastarda (e stupida, visto che le aveva già pubblicate quando diceva di non lavorare solo per poi cancellarle)?
Io la risposta ce l'ho.
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giovedì, 22 maggio 2008,12:09
Whatever life holds in store for me, I will never forget these words: "With great power, comes great responsibility." This is my gift. My curse. Who am I? I'm Spiderman.

Peter Parker / Spiderman - Spiderman
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martedì, 20 maggio 2008,17:55
Pensieri in questa testa in continuo divenire, in eterna potenza aristotelica. E, come al solito, qualcuno lo condivido con voi sognatori. Si tratta di un pensiero semplice, come semplice è la ragione che ha indotto questo Portatore di Rose a farlo girare nella sua mente.
Semplicità. Abbiamo perso il significato di questa parola, lo sapete? Ci torna in mente solo quando la casa profuma di torte fatte in casa, di rumori di pasta che viene stesa su una tavola di legno, di odore di candele fatte a mano accese per illuminare i sospiri di due amanti. Stiamo tutti all'inseguimento del grande sogno, della grande avventura, del grande amore. E cerchiamo emozioni forti, diverse, intense. E le cerchiamo in qualcosa di altrettanto forte, diverso e intenso.
Eppure a volte basta un odore per stringere il cuore nella stretta della nostalgia, facendogli mandare stilettate di ricordi nella mente, che cerca nei suoi archivi un episodio con quello stesso odore. Finché arriva ed allora il tutto si concentra in una lacrima dolce ed in un sorriso. E non serve che quell'odore sia “Chanel n.° 5”. Può essere una discarica, un dentifricio, un sugo particolare. Ma ha la forza di far fermare quel muscolo cardiaco impazzito e di farlo accelerare al ritmo di quelle immagini passate che hanno significato così tanto.
E basta una chiacchierata su una scalinata barbona per ricevere e dare un sorriso sincero, per trasformare un pomeriggio qualsiasi in un pomeriggio da ricordare. Ed alla fine un SMS semplice per sigillarlo nella colonna della memoria.
Potete avere anche un oratore filosofo davanti che vi dica come stare meglio, come superare un brutto momento. Poi magari un amico di passaggio dice tre cavolate buttate lì per ridere che ridanno significato a tutto quello che sembrava averlo perso. Ed ogni sorso di una birra fresca ad un pub potrebbe diventare un sorso di libertà ritrovata.
Gesti semplici, come il bussare alla finestra di una persona che non vi aspettava, ma che voleva avervi accanto senza chiederlo, come il lasciare bigliettini sotto una porta per una conversazione muta che dice più di interi tomi di saggistica.
Cose piccole che rendono grande una vita.
E le stiamo perdendo. Vogliamo il grande amore che ci porti in luoghi esotici, dimenticando che basterebbe la sua presenza accanto a noi per essere completi, per unire due corpi in una sola anima come solo il Vero Amore può fare. Vi rendete conto che bastano quelle due sole cortissime e semplici parole per vedere QUEL sorriso? Non importa se siete sulla vetta di una montagna con un panorama mozzafiato, perché in quel momento nei suoi occhi vedrete molto più di quanto un paesaggio possa offrire. E non servono soldi, macchine di lusso, case enormi o effetti speciali per vederlo.
Vi basta una piccola pompa di sangue nel petto.
E, credetemi... tutti l'abbiamo.
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mercoledì, 14 maggio 2008,12:08
State a sentire, sognatori.
Ieri stavo in pausa pranzo con i miei colleghi e si parlava della notizia del giorno, ovvero di quel video sui dipendenti della Cassazione che timbrano il loro cartellino solo per poi andare in giro a farsi i fatti propri. Sinceramente non vedo la novità, tranne magari per il fatto di fare sapere ora queste cose in modo che Berlusclown, condannato alla presidenza del consiglio per i suoi misfatti, possa dire che i magistrati sono tutti corrotti o nullafacenti. Dopotutto io vivevo insieme ad una persona che, insieme ai suoi colleghi del servizio (in)civile, facevano a turni su chi teneva i cartellini per timbrare l'entrata in modo che gli altri potessero entrare quando volevano. E dopotutto lavoravano “soltanto” in una Azienda Sanitaria Locale, quindi potevano assentarsi secondo i loro canoni.
Ma torniamo alla pausa pranzo di ieri. Dalla notizia sull'assenteismo nella Cassazione, si passa al solito discorso sugli statali che non fanno un tubo. Un po' come dire “non ci sono più le mezze stagioni”, “si stava meglio quando si stava peggio” e simili. Non sono così ingenuo da pensare che questa diceria sugli statali che non fanno nulla non sia del tutto vera, ma so per certo che ci sono persone che si fanno in quattro (per usare un termine delicato) al lavoro, come ci sono quelle che, pur lavorando per un privato, stanno a fare i solitari sul PC tutto il giorno. E quindi, si arrivò alla classica domanda: «Ma se tu fossi al loro posto, che faresti?».
Be', sognatori, sarei diventato ricco se avessi scommesso sulla risposta.
Quasi tutti risposero che, avendo lavorato per un privato per tanti anni, alla fine si sarebbero adeguati allo standard degli statali, facendo i furbi a loro volta. Come dire che, avendo fatto il poliziotto per tanti anni, una volta uscito dall'arma inizio ad ammazzare la gente adeguandomi agli standard criminali del luogo.
Vedete? Questo è un problema enorme che viene ridotto come una semplice opinione di gente comune. Nessuno osa prendersi la responsabilità di rigare dritto, di sottostare a dei doveri per meritarsi i diritti. Ed è per questo che andiamo male. Stiamo assistendo alla normalizzazione dell'ingiusto. Se qualcuno fa una cosa sbagliata, anche gli altri si sentono in dovere di farla. E questo porta ad una reazione a catena spaventosa. In televisione si sentono i giornalisti che attaccano i giocatori da calcio che danno il cattivo esempio, di attori che offrono un modello sbagliato da seguire. E in giro le voci affermano sempre che i politici rubano, sperperano sulle nostre vite e non rappresentano lo stato.
Ma pensate che sia un giocatore un attore o un politico ad essere sbagliato?
Quando un giocatore simula un fallo in area per farsi dare un rigore o entra da assassino, cominciate a fischiarlo anche se siete della stessa squadra. Vediamo se poi lo rifà.
Quando un attore o un cantante si droga o si ubriaca, provate a non andare più ai suoi concerti, boicottate i suoi film, invece di sbavare come cani durante l'esperimento di Pavlov.
E se votate un politico, non lamentatevi del fatto che rubino tutti o cominciate voi stessi a fare un partito o una lista. Non ci vuole niente, lo sapete? No che non lo sapete. Non lo dicono.
Siamo noi il problema, il gradino più basso, il concime. Ma senza i primi gradini non puoi fare una scala. Senza fondamenta non costruisci palazzi. E senza concime non cresce nulla.
Fertilizzate!
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giovedì, 08 maggio 2008,15:09
La stupidità può essere un diritto, ma come al solito c'è chi se ne approfitta. E non solo si approfitta di chi è stupido, ma usufruisce a piene mani di questo “privilegio” concesso dalla natura o dal contesto sociale nel quale vive.
E semplicemente visitando il link soprannominato “Miss Baguette” presente nel mio elenco, capirete presto il motivo.
Ma prima alcune spiegazioni di dovere, riprendendo due vecchi temi.
Il primo riguarda quello che io penso di voi. Ricorderete che vi dissi più di una volta che alla fine non mi interessa se volete diventare veline, pornostar, avvocati o spazzini, ma mi interessa solo sapere che lo fate perché siete voi stessi a volerlo fare e non una moda. In sostanza mi interessa che pensiate, ascoltiate e vi chiediate tutti i “Perché?” del caso. Quindi non sarò davvero io a giudicarvi da una foto o solo perché andate in discoteca a ubriacarvi. Ho conosciuto ottime persone pessime che erano pessime agli occhi dei moralisti. Ed ho conosciuto ottimi moralisti che erano pessime persone. Si tratta, come al solito, di andare oltre l'apparenza, un dono universale purtroppo troppo faticoso per poter essere messo in pratica dagli italiani.
Il secondo tema riguarda invece l'ipocrisia di chi si professa difensore degli ambienti, dei cuccioli di foca, dei capodogli e di tutto quello che lo rende umano agli occhi della gente, solo per poi mangiare carne di balena, indossare pellicce rarissime, tagliare alberi per farci gli interni in radica della sua macchina nuova e prendere a calci in culo tutti quelli che non sono come lui. Vi ho sempre detto da stare in guardia da chi si professa troppo umano e buono, ripetendo ciclicamente nei suoi scritti le stesse disavventure per farsi compatire, per far vedere un'umanità che non troverebbe neanche sotto la suola delle scarpe insieme a qualche materiale organico indignato per essere venuto a contatto con un essere tanto abietto. Basta poco per fare gli occhioni. Non ci si mette nulla a piangere per un cane che guaisce di dolore o per un bimbo malnutrito. Ma ci vuole una vera anima per sentire dentro queste cose.
OK, finita la premessa.
Passiamo al motivo del post.
Il link che vi ho indicato sopra è di una di queste persone. Una che piange per i gabbiani che volano accanto al traghetto, che lacrima per i cavalli al circo e che, oltre alle foto per farsi sbavare addosso, scrive ogni tanto appelli contro la religione (facendosi però il segno della croce a tavola e ritenendosi cristiana o wiccan a seconda della moda e della gente che ha accanto) uniti ad appelli contro l'uomo ed a favore degli animali. Ma se pensate di vederla ondeggiare come un'odalisca in qualche manifestazione resterete delusi, sognatori miei. Poi le si rovina lo smalto, le cala il trucco, le fanno male le scarpe coi tacchi e quei professionisti della masturbazione che ha intorno non potranno darle il merito dei calli sulle mani.
Ora, questa ladra di mobili e vite ha messo il link dell'ennesima prova di ipocrisia e senso del macabro che la contraddistingue. Se lo seguite potrete vedere per la vostra gioia di negromanti un cane ustionato da dei bastardi (quelli umani e quindi veri) e per questo privo della pelle per tutta la parte superiore del corpo, esponendo la carne viva in bella vista. Un'immagine che fa stringere cuore e stomaco, effettivamente. Nulla di nuovo da chi nel suo blog (ora reso privato) metteva le foto del padre a letto in ospedale.
Eppure, questo cane è stato usato da una persona che ha bisogno del dolore altrui per farsi bella e delle altrui cattiverie per essere consolata. Vedete, questa persona dallo sguardo ammiccante alla Zoolander che pubblica tali immagini cruente è la stessa che scriveva che dovremmo avere dieci milioni di euro a testa per spenderli in macchine, mignotte, case in luoghi “in”, festini, porno e droga. Insomma, tutto in beneficenza. Oltre a essere una che prendeva a calci i suoi gatti quando non erano umani come lei voleva.
«Vabbe', Jo'... sei tornato, ce stai a rompe 'n'artra vorta... ma 'n finale a noi che ce frega?»
Vedete, cari sognatori diffidenti, è da questo tipo di persone che dovete guardarvi. E' facile essere buoni con le parole, urlando appelli alla pace, al rispetto degli animali e di tanti diritti nei quali non si crede. Il difficile è seguire questi appelli. E sono troppi quelli che non vogliono questa fatica, ma si fregiano del titolo di “pensatori” o “ecologisti” pensando che bastino solo due parole o due lacrime per esserlo.
I soliti italiani che vogliono i diritti senza i doveri, che si sentono liberi di dire qualsiasi cazzata passi loro per la mente per essere accettati nella società, senza poi far seguire i fatti alle parole. Fate terra bruciata intorno a loro. Loro vivono per essere accettati, per avere seguaci che sbavino loro dietro. E vivono per stare al centro dell'attenzione.
Potete cercare di cambiarli, certo. Non tutti sono “incurabili”.
Ma non amateli e non apprezzateli. Sono vuoti e non potranno mai darvi veramente quello che dicono, non potendo far affidamento sulle loro spalle per piangere perché poi bagnereste la loro magliettina e perderebbero troppo tempo a consolare un perdente. E non potrete neanche ridere con loro, in quanto prima o poi vi toglieranno la risata con una delle loro fregature.
E non odiateli o disprezzateli. Si nutrono del vostro odio, lo sfoggiano come una cicatrice di guerra, cercando conforto in altri allocchi o in altri allupati, mentre voi finirete relegati nella categoria degli “stronzi”.
Semplicemente, ignorateli. Togliete loro i viveri. E soprattutto, salvate i loro seguaci e fate aprire gli occhi a chi li osanna. Siete pochi, ma avete vere motivazioni.
Quindi perché state zitti?
Urlate!
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mercoledì, 07 maggio 2008,15:34
UNCLE BEN: All the things you've been thinking about, Peter... make me sad.
PETER PARKER: Can't you understand? I'm in love with Mary Jane.
UNCLE BEN: Peter, all the times we've talked of honesty... fairness, justice. Out of those times, I counted on you to have the courage... to take those dreams out into the world.
PETER PARKER: I can't live your dreams anymore. I want a life of my own.
UNCLE BEN: You've been given a gift, Peter. With great power comes great responsibility. Take my hand, son.
PETER PARKER: No, uncle Ben. I'm just Peter Parker. I'm Spider-Man... no more. No more.

Spiderman 2
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